La rivista Voce di Padre Pio

È stata fondata nel luglio 1970 dai frati cappuccini della Provincia di Sant’Angelo – Foggia con due obiettivi: per contrastare la diffusione di «notizie e informazioni» su Padre Pio «che prendono lo avvio da labili ed estranee fondamenta» e che «possono facilmente diminuire, distorcere e falsare non solo la sua figura autentica di uomo e di religioso, ma finanche la sua spiritualità, la sua opera, il suo pensiero» e soprattutto per «tratteggiare la sua figura di uomo e di santo (senza peraltro, con questo, voler anticipare il giudizio della Chiesa)», per «salvaguardarne l’integrità», per «cogliere gli aspetti autentici della sua spiritualità, ricavati dalla sua vita e dai suoi insegnamenti», per «illustrare il movimento caritativo e religioso che si è formato e continua a snodarsi intorno a lui», per «segnalare la vita del Santuario di S. Maria delle Grazie, ov’egli ha vissuto ed operato», per «notificare anche, perché no?, quelle grazie e favori celesti che si attribuiscono alla sua intercessione» e, infine, per «informare sugli sviluppi della Causa di beatificazione e canonizzazione».

Non a caso Voce di Padre Pio è stata concepita come “mensile della Postulazione della Causa di beatificazione e canonizzazione del Padre Pio da Pietrelcina”. La denominazione della testata fu suggerita dall’«eccellentissimo Arcivescovo di Manfredonia, Mons. Valentino Vailati» (le citazioni sono tratte dal primo editoriale, firmato da padre Bernardino da Siena, postulatore generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini).

Dal quinto numero, pubblicato nel novembre dello stesso anno, ne assunse la direzione padre Gerardo Di Flumeri, appena nominato “delegato speciale per la Causa di Padre Pio” insieme al confratello padre Lino Barbati.

Voce di Padre Pio è rimasta fedele «alle intenzioni che ne suggerirono l’inizio delle pubblicazioni» fino ad ottobre del 2002 quando, in seguito alla canonizzazione di Padre Pio e alla conseguente dissoluzione della «vice postulazione», «fr. Gerardo Di Flumeri ha lasciato anche l’incarico di direttore resposabile della rivista […] per potersi dare un ritmo di vita più adeguato alle sue […] condizioni di salute». Pertanto, dal numero di novembre dello stesso anno, al suo posto è stato nominato fr. Francesco Colacelli «che già da un anno affiancava fr. Gerardo come vice direttore del mensile». Contemporaneamente è cominciato anche un «graduale cambiamento di impostazione del periodico, tra l’altro reso necessario dal venir meno di uno dei suoi obiettivi dichiarati nel primo editoriale, quello “di informare sugli sviluppi della Causa di beatificazione e canonizzazione”», sostituito da una nuova finalità: la «lettura dei grandi eventi che segnano e caratterizzano il nostro tempo e l’attuale contesto storico-culturale ed ecclesiale, filtrato attraverso l’esperienza e la spiritualità di San Pio da Pietrelcina» (le citazioni sono tratte dall’editoriale dell’allora ministro provinciale, fr. Paolo Maria Cuvino, pubblicato nel numero di novembre del 2002).

Pertanto, dal primo numero del 2003, completamente rinnovato nella grafica e parzialmente nei contenuti, Voce di Padre Pio è stata identificata come il “mensile dei frati minori cappuccini”, prima “di San Giovanni Rotondo” e successivamente (da giugno) “della Provincia religiosa Sant’Angelo e Padre Pio”.

In seguito all’elezione di fr. Francesco Colacelli a ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio, dal settembre del 2010, è stato nominato direttore della rivista fr. Mariano Di Vito, che è anche il presidente della Fondazione editrice.

Attualmente, ogni anno, vengono stampati undici numeri della rivista in lingua italiana (90 pagine completamente in quadricromia, con una veste grafica incentrata su un gradevole mix di testo e immagine) e 5 numeri della rivista in inglese, francese, tedesco, spagnolo e olandese. Inoltre, viene anche stampata l’edizione del calendario in italiano e nelle altre lingue su citate.

Le tematiche degli articoli della rivista e gli argomenti sono trattati da alcune delle più prestigiose firme del giornalismo cattolico italiano.

 

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