di Rosario Carello

Tre bambini ritti in piedi. Sono i veggenti.

 

Dal basso della loro altezza, hanno lo sguardo fisso nel vuoto. Vedono una donna vestita di bianco, la Madonna, che racconta cose che loro non potranno raccontare a nessuno.

Sono i Segreti di Fatima. Un mix irresistibile tra fede, devozione, curiosità, a tratti paura. Ma perché i papi hanno tenuto il sigillo così a lungo su quelle parole? Perché sono rimaste in un cassetto? Quale terribile preveggenza contenevano? E sono ancora attuali?

1941. Sono passati 24 anni dalle apparizioni. Su richiesta del vescovo di Leiria-Fatima, la veggente Lucia, diventata suora, scrive quello che la Madonna le ha detto, anzi mostrato: «Un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come fossero braci, con forma umana che fluttuavano nell’incendio, portate dalle fiamme, che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti, come il cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida, gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore».

Tre bambini, dunque, vedono l’inferno. Come reagiscono? In un’altra lettera al vescovo, Lucia commenta: «Certe persone anche pie, non vogliono parlare dell’inferno ai bambini per non spaventarli; ma Dio non esitò a mostrarlo a noi tre, il più piccolo dei quali aveva 6 anni appena». Il riferimento è a Giacinta, che «ha avuto tanto orrore da debilitarsi per lo spavento». Ma il terrore della bambina non era per la visione in sé, quanto per il fatto che in quelle fiamme, come diceva lei con voce tenera, bruciassero persone vive. «Quanta compassione ho delle anime che vanno all’inferno!», ripeteva giorni dopo la visione. E continua Lucia: «Tutta tremante Giacinta s’inginocchiava a mani giunte per pregare», con quella bellissima preghiera che la Madonna aveva loro insegnato: «O Gesù mio! Perdona le nostre colpe, liberaci dal fuoco dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose».

La vita di quei bambini era cambiata per sempre. Poi la Madre di Gesù passò dalla visione alla preveggenza. Ancora suor Lucia: «La Madonna ci disse con bontà e tristezza: Avete visto l’inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente,

il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace». Da una parte la Madonna, dall’altra tre bambini. E in mezzo la Storia. La Vergine, durante la prima guerra mondiale, anticipa che ne sarebbe scoppiata un’altra. Chiede preghiere per la Russia e solo il tempo avrebbe svelato che la dissoluzione dell’Unione Sovietica, avvenuta nel 1991, si è giocata in tre date: 8 dicembre, festa dell’Immacolata: sgretolamento dell’Unione. 25 dicembre, Natale: bandiera rossa con falce e martello ammainata dal Palazzo del Cremlino e 26 dicembre, festa del martire santo Stefano: giorno dello scioglimento dell’URSS.

La Storia parla. Per tutto il ‘900 dicevi Fatima e pensavi “segreto” ma il riferimento era sempre al terzo, che fu svelato nel 2000 in pieno Giubileo da san Giovanni Paolo II. Ed eccolo in un drammatico frammento: «Il Santo Padre attraversò una grande città mezza in rovina, e mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni».

Per comprenderlo nel profondo vi rimando al commento teologico che Giovanni Paolo II chiese all’allora cardinale Joseph Ratzinger. Wojtyla era convinto che quanto abbiamo appena letto si riferisse all’attentato contro di lui. E alla domanda: perché tanto tempo per svelarlo? Ratzinger rispondeva: «Per evitare di confondere la profezia religiosa con il sensazionalismo». La donna che in silenzio li ha protetti, poi trascritti e condivisi, suor Lucia, fu sempre convinta che tutti e tre i segreti fossero un grande invito alla penitenza e alla conversione.

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