di LEONARDO FANIA

 Il Cardinale Angelo Amato ha concluso le celebrazioni per il centenario dell’arrivo del Santo a San Giovanni Rotondo

La piantumazione di un albero come atto conclusivo delle celebrazioni dell’anno giubilare dedicato al primo centenario dell’arrivo di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. La maestosa pianta arborea che è stata posta a dimora in una piazzetta intitolata per l’occasione “Largo 28 luglio 1916”, ricorderà l’esperienza spirituale vissuta da Lucia Fiorentino, una delle prime san giovannesi a essere annoverata tra i figli spirituali di Padre Pio.

Infatti, in una «visione immaginaria» avvenuta nel 1906 e raccontata nei cenni autobiografici del 1929, la Fiorentino scrive: «Vidi nella visione un albero di smisurata grandezza nell’atrio del nostro convento dei cappuccini e sentii una voce che mi diceva: “Questo è il simbolo di un’anima che ora è lontana e verrà qui; farà tanto bene a questo paese. […] La sua missione si estenderà per tutto il mondo e molti verranno a rifugiarsi all’ombra di questo mistico albero per avere frutti di grazia e di perdono”».

Al momento della “visione” Lucia Fiorentino, non conoscendo Padre Pio, associò l’immagine dell’albero a un bravo sacerdote di San Giovanni Rotondo che, però, non risiedeva nel paese garganico. Successivamente, nel 1923, con una «locuzione interiore», le fu rivelato che l’albero piantato nel convento simboleggiava Padre Pio, «venuto da lontano» e «radicato al convento per volontà di Dio». Per ricordare quella visione, al centro della piazza è stato piantato un grande albero sotto i cui rami sono stati allestiti dei sedili in pietra, insieme a due iscrizioni che riportano le rivelazioni di Gesù alla figlia spirituale di Padre Pio. Il tutto per consentire la sosta e favorire la memoria dell’evento centenario.

Tre intensi momenti di preghiera, nei mesi precedenti, hanno preparato la giornata conclusiva del 28 luglio 2017: il 28 maggio, infatti si è recitato un rosario per le strade del borgo antico di San Giovanni Rotondo, intervallato da alcune soste nei luoghi e nelle case visitati da Padre Pio. Il 28 giugno, invece, in un’affollata Piazza dei Martiri, sede della Casa Comunale, il Ministro Provinciale, fr. Maurizio Placentino, ha presieduto una veglia di preghiera nel corso della quale, attraverso alcuni filmati, alternati da canti, riflessioni e preghiere, sono stati rievocati i cento anni della presenza del frate nella città garganica. A concludere l’anno centenario è stato il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi che, la mattina del 28 luglio, ha presieduto una solenne Celebrazione eucaristica nella chiesa inferiore che custodisce le spoglie mortali di san Pio da Pietrelcina. Con il Cardinale hanno concelebrato mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, i frati della fraternità di San Giovanni Rotondo e i parroci della città.

Il Porporato, nella sua omelia, ha rimarcato alcuni tratti della vicenda umana e spirituale del Santo, soffermandosi sulla «bussola della sua vita che fu la carità verso Dio», resa ancora più evidente da una quotidianità fatta di «preghiera, celebrazione, adorazione eucaristica e sacrificio». Questa carità, ha aggiunto il Cardinale, «si concretizzava con l’obbedienza al Vangelo e alla Regola del suo Ordine, con l’accettazione serena e perfino gioiosa delle sofferenze fisiche e morali e con la docilità al magistero della Chiesa e ai Superiori». L’amore verso Dio, ha concluso il cardinale Amato, «rendeva Padre Pio accogliente e generoso verso il prossimo», perfetto imitatore del «Buon Pastore che cerca e salva la pecora perduta, del Buon Samaritano che medica le ferite, del Padre misericordioso che attende il figlio prodigo e lo abbraccia al suo ritorno e del Giudice buono che non fa distinzione di persone e il cui giudizio è giusto e misericordioso».

Lo stesso Cardinale ha presieduto, in serata, la benedizione del “Luogo della Memoria” e l’inaugurazione di “Largo 28 luglio 1916”. Rivolgendosi alla gente che gremiva la piazza, il Cardinale ha ricordato che l’arrivo del giovane Padre Pio è stato per San Giovanni Rotondo «l’inizio di una primavera civile e religiosa, che diffuse a profusione il profumo della santità» e, sul suo esempio, ha invitato a «nobilitare la terra con le virtù evangeliche della fede, della speranza e della carità, affinché egli continui a bonificare questo territorio e a essere presente con la sua benedizione e protezione». Al termine della benedizione una fiaccolata, aperta dal Ministro Provinciale e partecipata da centinaia di persone in preghiera, si è diretta verso il convento in cui è vissuto Padre Pio, percorrendo lo stesso tragitto fatto dal giovane cappuccino centouno anni fa. La serata si è conclusa con un significativo momento culturale e spirituale: sul sagrato della chiesa di Santa Maria delle Grazie è stata rappresentata un’opera musicale su san Pio dal titolo “Arriva lu Sand”, a cura dell’Accademia Federiciana di Andria del M° Michele Lorusso, con la direzione musicale di Maria Grazia e Attilio Fontana.

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